La Scala

Mi sono svegliata, o mi sono appena addormentata, e mi ritrovo su una scala. Sopra di me la scala diventa sempre più luminosa ed ha una forma sempre più indistinta. Sotto di me la scala diventa sempre più scura e più stretta.

Guardo la scala sopra di me e sento una scintilla d’amore che mi chiama, affinché io salga. Ma quando ci provo, sento un impulso interiore che mi spinge a voltarmi ed a scendere lungo la scala sotto di me. Mi giro per guardare verso la scala in basso e sento la paura che gela il mio cuore.

“Perché dovrei voler scendere?” dico a me stessa.

“Perché ci sei già stata,” bisbiglia una voce che sembra provenire dalla scintilla d’amore.

“Se sono stata in quel posto,” chiedo, “perché mai vorrei tornarci?”

“Non hai bisogno di tornare,” respira la voce nel mio cuore. “Non sei mai partita.”

“No, questo non è possibile. Mi sento solo qui, su questo gradino.”

“Tu, però, ti trovi anche su altri gradini. Infatti, c’è un “tu” – molti “tu” – su ogni gradino. Vedi, ogni gradino è come una dimensione, un piano di esistenza.”

“Se ci sono così tanti frammenti di me, perché non li conosco?”

“Senti un richiamo dai gradini sotto di te?”

“Sì, lo sento.”

“Quel richiamo arriva dalle parti di te che si sono perse nelle dimensioni inferiori. Si sono perse perché credono di essere sole, e poiché non le hai liberate, anche tu credi di essere sola.

“Come posso liberarle, quando sembra che anch’io mi sono persa.”

“Oh, cara, tu non ti sei persa. Hai trovato la tua voce superiore; hai trovato ME! I tuoi frammenti “perduti” ti hanno mandata sopra questa scala, come un’esploratrice, per vedere se c’era un’altra strada. Ora l’hai trovata. Torna indietro e condividi la tua visione con loro.”

“Per favore, non farmi andar via. Ora ricordo com’è laggiù e voglio rimanere qui.”

“Rimarrai dove sei, proprio come resterai dove sei stata. Non ti sposterai, ti espanderai.”

“Espandermi?”

“Sì, ora visualizza te stessa come un unico punto di consapevolezza. Riesci ad estendere quella consapevolezza per immaginare che ti trovi su ogni gradino?”

Chiudo gli occhi e faccio appello alla mia immaginazione. Ho sempre avuto una fervida immaginazione. Oh sì, eccole. C’è una persona su ogni gradino. Ognuno ha la stessa quantità di luce e densità del gradino su cui si trova. Sembrano tutte molto diverse, ma c’è qualcosa in loro che “sembra” anche uguale.

“Sì,” risponde la voce ai miei pensieri. “Appartengono tutte ad una coscienza. Riesci a sentire in che modo io e te siamo le stesse?”

Mi sembra difficile immaginare che potrei essere la stessa di questa voce saggia e amorevole, ma chiudo gli occhi e cerco di entrare in connessione. Al principio tutto ciò che riesco a percepire sono le molte voci di dubbio, ridicolo e paura che mi chiamano dai gradini sotto di me. Piano piano, però, sento anche l’amore e il supporto che scintilla dalle scale sopra di me.

Con questa sensazione, la mia percezione e la mia coscienza cominciano ad espandersi sempre di più. Mi sento tirare come un elastico, che è così teso che sta quasi per spezzarsi. E’ sempre più teso finché riesco a sopportare a malapena la tensione.

Poi, con un improvviso colpo secco capisco.

IO SONO l’amorevole voce che mi ha guidata.

IO SONO il richiamo della paura e del dubbio.

IO SONO ogni persona sopra ogni gradino.

Infatti, IO SONO ogni gradino e l’immaginazione che li ha creati.

Io sono TUTTO IN TUTTO.

“Sì,” risuona l’amorevole voce da ogni persona, ogni gradino ed ogni dimensione. “NOI siamo un essere multidimensionale. È la NOSTRA espansione da una coscienza singola ad una coscienza multidimensionale che ci permette di SAPERE chi siamo.”

http://leterno.altervista.org/?p=3186

http://www.stazioneceleste.it/multidimensions/MDC/scala.htm

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