LE ALI FRAGILI E BIANCHE DELLA TERZA ETA’

Improvvisamente tutto cambia, la memoria si affievolisce di giorno in giorno, aumentano le ansie, si esauriscono le forze, un senso di sgomento si presenta nell’animo dell’essere umano, preso alla sprovvista da una vita che non sente più sua, uno scenario alquanto particolare, in cui tutto ruota in senso contrario, e si respira un vento che arde di ricordi, passioni, e malinconia: la vecchiaia!
Quando le candeline costano più della torta, quando ci ritroviamo a vivere di ricordi e per i ricordi, quando i nostri giorni valgono più di tutti i piaceri vissuti nella giovinezza, quando non si esita più prima di agire, e ci ritroviamo, in un’atmosfera di piacevole pace interiore, possiamo dire di aver raggiunto e bussato a quella porta, un tempo così lontana e buia, ed ora stracolma di incanto ai nostri occhi.
Occhi che osservano, scrutano, immaginano un viaggio nuovo, carico di anni, esperienze, istanti, che raffiorano alla nostra mente con un’intensità tale da stravolgere ogni certezza dell’essere umano, di una persona che, ormai, dovrà convivere con l’idea di essere presente nella società come un “anziano”, un “vecchio”, un “nonno”, una figura ben delineata ed, a volte, dimenticata o trascurata.
Tutto si azzera, ci si riavvicina alla fanciullezza, ognuno, ha la propria vecchiaia, che si disegna e prepara con tanta cura, sacrificio ed amore sin dalla gioventù, quel nome che ognuno di noi sceglie per la propria culla, a quella dolce intimità che si ritroverà proprio negli ultimi passi della nostra vita.


L’anziano, colui che, con un sorriso ti regala sincerità, affetto e conforto, con la sua saggezza illumina il tuo pensiero, senza alcun bisogno di comprendere il perché di tale gesto, nella profondità del suo sguardo sono impressi i colori di un passato da leggere con estrema sensibilità ed accuratezza, la stessa di chi l’ha vissuta; di un presente che fa tremare, ma, al contempo, ti rende partecipe di una gioia infinita, di una serenità che perdiamo di vista più passa il tempo, quello stesso tempo che torna, e si fa sentire……si fa sentire, con un tono più pacato, più dolce, instancabile!


Se solo ci fermassimo a riflettere quell’immagine sullo specchio, quel disegno divino che, da sempre, abbiamo percepito come nostro, protetto dalle intemperie della vita, rinchiuso e custodito nel segreto di un cassetto, potremmo renderci conto dell’importanza di un’infinità di princìpi che, pian piano, perdono il proprio valore, la propria bellezza naturale, solo perché, la nostra non-curanza aumenta e declina di giorno in giorno l’essenza nascosta in ogni persona.
Tutto ciò si può riscoprire proprio negli anni della vecchiaia, in cui tutto appare più chiaro e soleggiato, si ascolta con più attenzione, si provano sensazioni rare, commoventi, forse anche troppo; ci si perde nell’abbraccio di un bambino, magari un nipote, con quella meraviglia mai provata prima, con quella lacrima che sfiora lentamente il proprio viso, quasi non volesse cadere a terra e confondersi con la realtà……. si osserva, in lontananza, quel tratto di orticello, tenuto e lavorato con tanta dedizione per anni ed anni, ed ora è come se, nell’aria, si avvertisse un piacevole ringraziamento per così tanta benevolenza, o, ancor più ci si ritrova a sfogliare quell’album fotografico abbandonato, ormai da tempo, in quel cassetto segreto di cui vi parlavo in precedenza, e provare una sensazione complicata da descrivere, o molto probabilmente impossibile, perché?
…..mah, forse perché, mentre il vento sfoglia quelle pagine di vita con tanta leggerezza, tu starai, quasi sicuramente, ricordando una persona che ha segnato i tuoi passi, o forse quella persona è proprio lì accanto a te, piena di vita ed orgoglio, nonostante il frastuono delle forti emozioni…. è lì, che tiene la sua mano sulla tua, con quel senso di protezione eterno ed eternamente tuo!


Bene, quell’album si chiude…..e l’incanto resta inesorabile, resta perchè l’anziano dà un peso diverso alle lancette del suo orologio, l’anziano vive le sue ore, i suoi attimi con tutta l’energia che merita, e che non si stanca mai di ritrovare, cosa che, noi giovani, dovremmo imparare……quella perenne voglia di vivere, che perdiamo facilmente, nel momento in cui ci sentiamo persi, persi per un fallimento, per una gioia mancata, per un sogno che credevamo nostro ed in realtà non lo era, per una delusione che, apparentemente, ci graffia l’anima, per un qualsiasi fatto, che comunque vadano le cose resterà pur sempre temporaneo; è come se in quegli attimi non ci aspettassimo più nulla da quel viaggio misterioso che è la vita, invece, dovremmo iniziare a sentire la futilità incantevole di una parola, di un gesto, di uno sguardo, di una risata, perché non tornerà indietro nulla di tutto ciò!
Ed allora, perché perdersi in una strada che, effettivamente, non è così difficile da percorrere, basterebbe ritrovare quell’istinto così sottile, dentro di noi e tornare a dipingere con gli stessi colori che solo una persona anziana è in grado di fare e trasmetterci!
Un “vecchio” proverbio ercolano recitava: ” FATTI VECCHIO E NON MORIRE CHE NON FINISCI MAI DI IMPARARE!”, non credo ci siamo molto da aggiungere a tale saggezza, se non leggere, rileggere e far nostro questo pensiero, magari, potrebbe servire alle nostre ali, per volare verso una vecchiaia degna della proprio rinascita!

Jessica Dionisi

 

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